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Territorio

Tresnuraghes è un centro di circa mille e 200 abitanti L’etimologia del nome deriva dall’antica presenza di tre nuraghi vicino all’abitato, due scomparsi, di un terzo restano poche tracce. Nel resto del territorio da segnalare i nuraghi “Martine”, “Nani” e “Tepporoe” una tomba di Giganti lungo la strada per la chiesa campestre di San Marco, a tre chilometri dal paese. Vicino al santuario scorgerai anche testimonianze del Neolitico: varie “domus de Janas” e un dolmen in località “Foghe”su “Ju Malmuradu” (il giogo pietrificato). In centro predominano case basse, sviluppatesi intorno alla parrocchiale di San Giorgio Martire, patrono festeggiato a fine aprile. Imperdibile è anche il museo “Casa Deriu”, dove farai un viaggio nel tempo, partendo dalla vita di una famiglia borghese sarda del XVIII-XIX secolo, la casa conserva arredi originali e una collezione di circa mille volumi, editi tra fine XVII e inizio XX secolo.


Bosa è un incantevole borgo , vanta una storia antica, che emerge dalla bellezza signorile dei palazzi del centro storico, sulla collina che la domina,  il castello dei Malaspina e le case colorate del quartiere medievale di “Sa Costa” arroccate tutto attorno.Grazie al fiume Temo, l’unico navigabile di tutta la Sardegna, Bosa è stata nel passato un importante centro commerciale. Ne rimangono a testimonianza gli edifici industriali di “Sas Conzas”, dove si conciavano le pelli.
rinomate anche le tradizioni artigianali del filet e della lavorazione della filigrana.
I 3 appuntamenti principali nel corso dell’anno sono:

  • – il carnevale bosano (anche con la sua versione estiva di agosto),
  • – la Festa della Madonna del Mare (1° domenica di agosto)
  • – la festa di Regnos Altos (2° weekend di settembre)

Tinnura. Il paesino è un museo d’arte moderna “‘a cielo aperto”: nelle suggestive vie e piazzette lastricate, si possono ammirare monumenti e statue di artisti sardi e pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Resterà impressa anche la varietà di colori dei pavimenti lastricati in trachite rossa, marmo bianco e basalto grigio delle strade, lungo le quali, in primavera, le fibre vegetali usate per il confezionamento dei tipici cestini locali, sono esposte al sole ad essiccare per poter essere utilizzate.

 


Il Montiferru rappresenta il complesso vulcanico più vasto e importante della Sardegna e ricade in un territorio ricco di ambienti ed ecosistemi che variano da quello montano a quello marino. Il territorio è probabilmente uno dei più ricchi di sorgenti di tutti i paesaggi sardi e raggiunge la sua massima elevazione con “Monte Urtigu” (1050m). Dal punto di vista faunistico gli animali che dominano il Montiferru sono i mufloni, i cervi e i cinghiali su tutti mentre dal punto di vista vegetale la pianta simbolo della subregione è il leccio accompagnata da querce e roverelle.


Santu Lussurgiu , tutto costruito in pietra,è un borgo del Montiferru che affascina per i colori del suo territorio , i profumi dell’ambiente e per l’incessante scrosciare delle acque oligominerali e cristalline di sorgente. Senza dubbio la più suggestiva è la fonte di “Elighes Uttiosos”, le cui acque sgorgano fra le radici dei lecci secolari per poi scendere a valle alimentando “su Riu ‘e Sos Molinos”, conosciuto per la “Cascata S’Istrampu de Sos Molinos”Santu Lussurgiu e’ rinomato per i suoi cavalli e la produzione di coltelli.