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Archeologia

Nel territorio di Paulilatino, nel verde punteggiato di ulivi secolari, spicca il sito archeologico del santuario di “Santa Cristina”, un’affascinante e per certi versi misteriosa area nuragica sacra per eccellenza, la più importante e meglio conservata dell’Isola.
Il suo pozzo, risalente al Bronzo finale, rappresenta il culmine dell’architettura dei templi delle acque.
Costruito in pietre levigate con tecniche accurate, è un gioiello dalle forme geometriche perfette. E’ abbracciato da un recinto sacro a forma di ‘serratura’.
Evoca suggestivi culti delle acque, che richiamavano genti nuragiche da tutta l’Isola. Il santuario era forse luogo di osservazione astronomica: perciò lo scenario merita una visita anche quando la luna piena illumina le acque del pozzo.


Nella penisola del Sinis, nel territorio di Cabras, lambite dal mare incontaminato dell’area protetta, , sorgono le rovine dell’antico insediamento, di Tharros, uno dei più rilevanti di tutto il mediterraneo , viaggio a ritroso alla scoperta di duemila anni di storia sarda, dalla fondazione in età nuragica (VIII secolo a.C.)a metà XI secolo quando, per sfuggire agli attacchi saraceni, la citta fu abbandonata. (1070 d.C.). Oggi è un museo all’aria aperta.

 


Sull’altopiano basaltico di Abbasanta, sorge uno delle espressioni, oltre che meglio conservate, anche più rappresentative dell’architettura nuragica. Il nuraghe “Losa” si distingue per disegno organico, compattezza dei volumi e raffinatezza delle tecniche murarie. Intorno si conservano i resti di un insediamento, di tre ettari e mezzo, immerso nel verde della macchia mediterranea, che testimonia la lunga storia del sito da epoca nuragica a romana e medievale (sino al VII-VIII secolo).

 


Un gioiello di architettura, il più imponente della Valle dei Nuraghi, una delle aree a maggiore densità di edifici preistorici in Sardegna. Nuraghe “Santu Antine” sorge al centro della piana di “Cabu Abbas”, nel territorio di Torralba, costruito tra età del Bronzo medio (XVI secolo) ed età del Ferro (IX secolo a.C.). La sua imponente mole è fatta di blocchi colossali di basalto, perfettamente sagomati e che si riducono di grandezza man mano che si sale. È murato interamente a secco. La sua torre centrale è alta 17m. L’impressione è che i grandi massi che compongono la struttura possano crollare da un momento all’altro, ma resistono da millenni grazie alla sapiente arte di costruzione del popolo nuragico.